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Come scegliere un'impresa di pulizie per uffici a Roma: la checklist per office e facility manager
Igiene

Come scegliere un'impresa di pulizie per uffici a Roma: la checklist per office e facility manager

Come scegliere un'impresa di pulizie per uffici a Roma: verifiche, capitolato, sopralluogo, accessi, referente e controlli. La checklist per facility.

Gruppo FN · Team Editoriale12 min

Scegliere un'impresa di pulizie per gli uffici sembra una decisione semplice, finché qualcosa non va: i bagni trovati sporchi il lunedì mattina, l'operatore che cambia ogni settimana, le chiavi date a qualcuno che nessuno conosce, nessuno da chiamare quando serve. Quasi sempre il problema non nasce durante il servizio, ma prima, quando il perimetro non è stato scritto e le verifiche sull'impresa non sono state fatte.

Richiedi un sopralluogo

Se sei un’azienda, un ufficio o uno studio e vuoi impostare o rivedere le pulizie di una o più sedi a Roma o nel Lazio, lascia i dati qui sotto. Ti ricontattiamo noi. Questo modulo è riservato alle aziende: non è una candidatura e non serve allegare il CV.

Parliamone

Questa checklist è pensata per office manager, facility manager e responsabili acquisti di aziende con sede a Roma o nel Lazio. Segue l'ordine in cui conviene lavorare: definire cosa serve, verificare l'impresa, scrivere il capitolato, organizzare accessi e referenti, impostare i controlli. Se cercate direttamente il servizio, la pagina di riferimento è pulizie per uffici e aziende; per la sede di Roma, pulizie uffici e aziende a Roma.

Sulle regole, una premessa: nel Lazio non c'è una norma regionale specifica, valgono le regole nazionali. Le citiamo nel punto in cui servono, con il link alla fonte.

1. Prima di cercare: mettere per scritto cosa serve

Il modo più rapido per ricevere proposte poco chiare è chiedere «le pulizie dell'ufficio» senza altro. Prima di contattare un'impresa conviene preparare una scheda della sede, anche di una sola pagina.

Cosa mettere nella scheda della sede

  • Spazi: piani, open space, uffici chiusi, sale riunioni, reception, bagni, aree break e cucine, archivi, locali tecnici, eventuali magazzini o laboratori.
  • Superfici particolari: moquette, parquet, marmi, vetrate interne ed esterne, arredi delicati.
  • Orari della sede: apertura e chiusura, giorni di chiusura, fasce in cui non si può entrare.
  • Presenze: quante persone lavorano in sede e come cambia la presenza nella settimana con il lavoro ibrido.
  • Accessi: portineria o reception di edificio, badge, allarme, parcheggi.
  • Aree sensibili: sale direzionali, archivi riservati, server room.
  • Chi decide e chi controlla: il referente interno che seguirà il servizio dopo l'avvio.

Con questa scheda il sopralluogo diventa una verifica, non una scoperta, e il piano proposto dall'impresa parte da informazioni corrette sulla vostra sede.

2. Le verifiche di legge sull'impresa

Ci sono controlli che non dipendono dal gusto del committente, ma dalla legge. Sono pochi e si fanno con documenti precisi.

Iscrizione e requisiti (L. 82/1994)

Le imprese di pulizia devono essere iscritte al Registro delle imprese o all'Albo delle imprese artigiane e avere i requisiti previsti dalla L. 82/1994. L'avvio dell'attività si fa con una SCIA alla Camera di Commercio: per Roma, la scheda della CCIAA di Roma spiega il procedimento.

Cosa chiedere: la visura camerale aggiornata, da cui risultano le attività dichiarate.

Se nel servizio c'è la sanificazione

Pulizia, disinfezione e sanificazione sono attività diverse, definite dall'art. 1 del DM 274/1997. Per le imprese che fanno solo pulizia e disinfezione i requisiti tecnici non sono più richiesti dal 2007; per la sanificazione serve invece un responsabile tecnico con requisiti professionali. Se il capitolato prevede interventi di sanificazione, chiedete chi è il responsabile tecnico e verificate che l'attività risulti dalla visura. Per chiarirsi le idee sulle tre attività c'è la guida pulizia, sanificazione e disinfezione: che differenza c'è.

Gli obblighi del committente (art. 26 D.Lgs. 81/2008)

Quando affidate un servizio dentro la vostra sede, anche voi avete degli obblighi. L'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 chiede al committente di:

  • verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa;
  • cooperare e coordinarsi con lei sulle misure di prevenzione e protezione;
  • elaborare il DUVRI, il documento di valutazione dei rischi da interferenza, salvo le esclusioni previste.

Il vostro RSPP è la persona giusta per dirvi come si applica nel vostro caso. Se in azienda la figura manca o è da rivedere, può servire la nostra guida su DVR e RSPP esterno: chi lo redige e quando serve.

Prodotti e schede di sicurezza

I disinfettanti in Italia si vendono come Presidi Medico Chirurgici o come biocidi autorizzati (Ministero della Salute). Per voi basta una regola: disinfettanti registrati o autorizzati, usati secondo l'etichetta, e l'elenco dei prodotti con le schede di sicurezza disponibile in sede.

Se vi interessa un riferimento di qualità ambientale, i CAM pulizie (DM n. 51 del 29 gennaio 2021) sono obbligatori negli appalti pubblici; per un'azienda privata possono servire solo come riferimento volontario su detergenti, macchine e formazione.

3. Il capitolato: cosa si pulisce, come e quando

Il capitolato è il documento che trasforma «le pulizie» in un servizio verificabile. Non deve essere lungo, ma deve essere preciso: per ogni zona, cosa si fa e con quale cadenza.

Le zone di un ufficio

  • Postazioni e scrivanie: superfici libere, sedute, cestini. Con la regola che sulle scrivanie ingombre non si interviene.
  • Sale riunioni: tavoli, sedute, lavagne, attrezzature, da riordinare dopo l'uso.
  • Bagni: la zona su cui si giudica il servizio. Pulizia, disinfezione, rifornimento dei materiali di consumo se previsto.
  • Aree break e cucine: piani di lavoro, lavelli, elettrodomestici esterni, distributori automatici (solo all'esterno, il resto è del gestore).
  • Reception e ingresso: il biglietto da visita della sede, con bancone, vetri, pavimenti.
  • Archivi e locali tecnici: spesso esclusi dalla pulizia ordinaria o puliti solo su richiesta e con accesso controllato.
  • Vetri: interni ed esterni, con la verifica di come si raggiungono quelli in quota.
  • Magazzini e laboratori: per le aziende che li hanno, con regole proprie su prodotti, macchine e aree da non toccare.

Ordinario, periodico, straordinario

Separate le attività in tre gruppi: quelle di ogni passaggio, quelle periodiche (vetri, pavimenti, moquette, arredi) e quelle straordinarie (dopo un trasloco, un evento, un intervento di manutenzione). La legge non fissa le frequenze: l'art. 64 del D.Lgs. 81/2008 chiede che i luoghi di lavoro siano «sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate», e il resto si decide con il piano della sede.

Tabella indicativa. Le cadenze non sono obbligatorie: dipendono da presenze, uso degli spazi e tipo di superfici.

ZonaOrdinario (ogni passaggio)PeriodicoStraordinario
PostazioniSuperfici libere, cestiniSedute, arredi, punti di contattoDopo traslochi o riorganizzazioni
Sale riunioniTavoli, sedute, riordinoAttrezzature, vetrate interneDopo eventi
BagniPulizia e disinfezione, materialiPulizia di fondoDopo guasti o lavori
Aree breakPiani, lavelli, pavimentiElettrodomestici all'esternoDopo eventi aziendali
ReceptionBancone, ingresso, pavimentiVetri, arrediPrima di visite importanti
Vetri—Interni ed esterniDopo cantieri

Le frequenze si definiscono con il sopralluogo, in base alle esigenze della struttura o dell'azienda. Lo stesso vale per gli interventi straordinari e per le superfici particolari: dipendono dalle esigenze dell'azienda che richiede il servizio e si concordano in quella sede.

Sanificazione, ozono e UV: attenzione alle promesse

Se una proposta include trattamenti con ozono, raggi UV o perossido di idrogeno, chiedete come vengono applicati. Il Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021, documento tecnico nato durante l'emergenza, descrive questi sistemi con cautele d'uso precise, a partire dal fatto che non vanno usati in ambienti occupati. Diffidate di formule come «sanificazione certificata» senza un documento preciso da vedere, o di promesse sull'eliminazione totale di virus e batteri.

4. Organizzazione: orari, accessi, referente, sostituzioni

Una volta chiaro cosa si pulisce, conta come il servizio entra nella vita della sede.

Orari

Pre-apertura, pausa pranzo, post-chiusura, sera: ogni fascia ha pro e contro. Fuori orario si lavora meglio ma servono chiavi e regole; durante l'orario c'è controllo ma anche interferenza. Molte sedi scelgono un passaggio principale fuori orario e brevi interventi durante il giorno su bagni e aree break.

Chiavi, badge e allarmi

  • inventario di chiavi e badge consegnati, con firma;
  • aree escluse dal badge dell'impresa;
  • procedura per inserire e disinserire l'allarme e per i falsi allarmi;
  • restituzione e disattivazione quando cambia il personale o finisce il servizio.

Se l'edificio ha una portineria, una reception o un servizio di guardiania, l'impresa di pulizie va inserita nelle loro procedure. Per impostare quel presidio c'è la guida guardiania e portierato per aziende: come scegliere il fornitore.

Referente e sostituzioni

Chiedete chi è il referente dell'impresa, come si raggiunge e chi lo sostituisce quando non c'è. Chiedete come vengono coperte ferie, malattie e assenze improvvise degli operatori e come vi viene comunicato chi entra al loro posto. La continuità delle persone è uno dei segnali più chiari della qualità di un servizio.

Report

Un report semplice e regolare (passaggi svolti, attività periodiche fatte, segnalazioni aperte e chiuse) vale più di un sistema complicato che nessuno legge.

5. Riservatezza: le regole del «clean desk»

Anche in un ufficio "normale" ci sono documenti, schermi accesi e sale in cui si discute di temi riservati. Le regole utili sono organizzative:

  • scrivanie sgombre a fine giornata, così l'operatore non vede nulla;
  • carte lasciate sulla scrivania non si spostano e non si buttano;
  • contenitori per la carta da distruggere che seguono la procedura interna;
  • schermi e tastiere puliti solo spenti o bloccati, secondo le indicazioni del produttore;
  • sale direzionali e archivi con orari dedicati o accesso accompagnato.

Per sedi con esigenze più strette (banche, assicurazioni, studi legali e notarili) c'è una guida dedicata: pulizie per banche, assicurazioni e studi professionali a Roma.

6. Il sopralluogo: cosa deve succedere

Il sopralluogo è il momento in cui capite se l'impresa ha davvero letto la vostra sede. Un sopralluogo fatto bene di solito:

  • percorre tutti gli spazi, compresi bagni, aree break, archivi e accessi;
  • chiede degli orari, delle presenze e delle regole di accesso;
  • guarda le superfici e chiede quali prodotti sono stati usati finora;
  • chiede chi sarà il referente interno;
  • si conclude con una proposta di piano per zone, non con una formula generica.

Se l'impresa non fa domande, o propone lo stesso piano per qualunque sede, è un segnale da considerare.

7. Dopo l'avvio: controlli e correzioni

Le prime settimane sono quelle in cui il piano si aggiusta. Conviene prevedere fin dall'inizio:

  • un giro di verifica congiunto con il referente dell'impresa dopo l'avvio;
  • un canale unico per le segnalazioni dei colleghi, così il referente interno non riceve messaggi sparsi;
  • controlli a campione con una checklist condivisa;
  • una regola per le non conformità: chi segnala, chi corregge, come si chiude.

Aziende con più sedi a Roma e nel Lazio

Chi ha la sede principale all'EUR, a Prati, ai Parioli o al Pinciano, uffici operativi in zona Ostiense, Tiburtina o Salaria e in Roma Nord, o stabilimenti e parchi uffici a Pomezia, Fiumicino e Guidonia, ha un problema in più: tenere le sedi allo stesso livello. Lo stesso vale per le aziende con sedi a Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. Qui servono un piano base comune, schede per sede e un referente unico che risponda per tutte.

Errori frequenti nella scelta

Partire senza scheda della sede. Ogni impresa immagina un servizio diverso e il piano proposto rischia di non corrispondere alla sede reale.

Saltare le verifiche documentali. Visura camerale, coordinamento sulla sicurezza e schede dei prodotti si chiedono prima, non dopo il primo problema.

Scrivere un capitolato generico. «Pulizia uffici» non è un capitolato: servono zone, attività e cadenze.

Non chiedere chi è il referente. Senza un nome e un recapito, ogni segnalazione diventa una ricerca.

Sottovalutare chiavi e badge. Un accesso consegnato senza registro è un rischio che resta anche dopo la fine del servizio.

Fidarsi di promesse assolute. «Sanificazione certificata» senza documenti, eliminazione totale dei virus, tecnologie usate in ambienti occupati: sono segnali da approfondire.

La checklist completa

Prima di contattare le imprese

  • Ho preparato la scheda della sede: spazi, superfici, orari, presenze, accessi, aree sensibili.
  • Ho nominato il referente interno.

Sull'impresa

  • Ho la visura camerale con le attività dichiarate (L. 82/1994).
  • Se è prevista la sanificazione, so chi è il responsabile tecnico.
  • Ho l'elenco dei prodotti con le schede di sicurezza.
  • Ho coinvolto l'RSPP per idoneità, coordinamento e DUVRI (art. 26 D.Lgs. 81/2008).

Sul servizio

  • Il capitolato è scritto per zone, con attività ordinarie, periodiche e straordinarie.
  • Sono definiti orari, chiavi e badge, allarme e aree escluse.
  • Le regole di riservatezza sono scritte e consegnate agli operatori.
  • So chi è il referente dell'impresa e come vengono gestite le sostituzioni.
  • Sono previsti report, controlli congiunti e una regola per le non conformità.

Conclusione: scegliere con le carte in ordine

Scegliere bene l'impresa di pulizie per gli uffici non è una questione di intuito. Si parte da una scheda della sede, si verificano i documenti dell'impresa, si scrive un capitolato per zone, si decidono accessi, referenti e sostituzioni, e si impostano i controlli prima dell'avvio. Con queste basi il perimetro è chiaro per tutti e il servizio diventa verificabile nel tempo.

Se state scegliendo o cambiando l'impresa di pulizie per una sede a Roma o nel Lazio, trovate il servizio nella pagina pulizie per uffici e aziende. Poi richiedi un sopralluogo o parla con un referente dal modulo qui sotto: Gruppo FN SRL partirà dalla vostra scheda della sede.

Richiedi un sopralluogo

Se sei un’azienda, un ufficio o uno studio e vuoi impostare o rivedere le pulizie di una o più sedi a Roma o nel Lazio, lascia i dati qui sotto. Ti ricontattiamo noi. Questo modulo è riservato alle aziende: non è una candidatura e non serve allegare il CV.

Parliamone

Domande frequenti

Cosa devo verificare per legge prima di affidare le pulizie dell'ufficio?
Che l'impresa sia iscritta al Registro delle imprese o all'Albo delle imprese artigiane con i requisiti della L. 82/1994 (lo vedete dalla visura camerale) e, se è prevista la sanificazione, che abbia un responsabile tecnico. Come committente, l'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 vi chiede di verificarne l'idoneità, di coordinarvi sulla sicurezza e, quando serve, di preparare il DUVRI. Il vostro RSPP vi indicherà come procedere nel caso concreto.
Esiste una frequenza minima di pulizia per gli uffici?
No. L'art. 64 del D.Lgs. 81/2008 chiede una «regolare pulitura» dei luoghi di lavoro ma non fissa frequenze. Le cadenze si decidono con il piano della sede, in base a presenze, uso degli spazi e superfici. Nel Lazio non c'è una norma regionale specifica, valgono le regole nazionali.
Serve sempre il sopralluogo?
È fortemente consigliato. Senza sopralluogo l'impresa non può vedere superfici, accessi e criticità, e il piano rischia di essere generico. Per chi ha più sedi conviene almeno un sopralluogo per tipo di sede.
Conviene un referente unico se ho più sedi?
Spesso sì: un solo referente e un piano base comune rendono le sedi più omogenee e semplificano segnalazioni, sostituzioni e report. Le differenze tra sedi si gestiscono con schede dedicate.
Gruppo FN è una cooperativa?
No. Gruppo FN è una SRL con sede in Via Po 102, Roma, e lavora per aziende, studi ed enti a Roma e nel Lazio. ---
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